Sabato 2 ottobre 2010, a Picinisco, si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori dell' VIII edizione del Premio Europeo di Narrativa "Giustino Ferri - David Herbert Lawrence". La cerimonia ha avuto inizio con i saluti del Sindaco, Ing. Giancarlo Ferrera, che, tra l'altro, ha ribadito l'importanza che il premio va vieppiù acquisendo nell'ambito letterario non solo valligiano. I numerosi convenuti hanno poi potuto ascoltare la relazione del Presidente del premio, prof. Gerardo Vacana, poeta e figura carismatica della cultura, anch'essa non solo locale.

Il prof. Vacana, dopo aver brevemente ripercorso la storia del premio, arrivato ad otto anni di vita, ha dato inizio alla cerimonia di premiazione. E' stata fatta una "Menzione Speciale" al romanzo "El Amor Brujo" della giovane scrittrice atinate Bruna Marcelli che, con questa sua seconda opera, rende omaggio al genio artistico ed all'anima di Federico Garcia Lorca. Il premio per l'opera prima è stato conferito all'altra giovane scrittrice Laura Gulia che, nel romanzo "Quando le poesie finiscono", si chiede se sia possibile un rimedio omeopatico all'amore. Il clou della cerimonia si è raggiunto con la presentazione della vincitrice di questa ottava edizione: la scrittrice Edith Bruck con il romanzo "Privato".  La scrittrice, nata in Ungheria da una povera famiglia ebrea, è sopravvissuta alle deportazioni ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Alla metà degli anni '50 arriva in Italia e vi rimane, rapita da Roma, forse, e dalla lingua italiana, sicuramente; in effetti è questa la lingua che utilizza nei suoi scritti e così ne spiega i motivi: "Non ho mai scritto in ungherese anche perché sapevo, sin dall'inizio, che, a causa del comunismo, non avrebbero mai pubblicato nulla come volevo io ";  " La lingua italiana per me vuole essere un nascondino, una corazza, una difesa, perché in questo modo sono più libera, in ungherese avrei avuto più pudore perché la lingua della mia infanzia ha, rispetto all' italiano, un significato ed una profondità diversi per me.  In italiano posso benissimo nascondere alcuni significati e sensi; ad esempio, pronunciare la parola "pane" in ungherese mi fa vedere mia madre che, durante la Pasqua ebraica, preparava il pane al forno, soprattutto poco prima della deportazione.....l'Ungheria è un paese da cui, ogni volta che vado, devo fuggire, la memoria è sempre dolorosa.....". Il romanzo "Privato", scritto in forma epistolare, è un dialogo violento e amoroso della protagonista-narratrice con la madre che l' ha fatta nascere in un mondo dove è stato possibile l'orrore di Auschwitz; è un confronto con la fede degli avi, quella che la madre incarnava con forza, quella che è, assurdamente e orribilmente, diventata una colpa. In questo dialogo, fra passato e presente, emergono figure di spicco:  non solo la madre, uccisa e cremata ad Auschwitz, appena entrata nel lager, e il fratello, scomparso dopo una vita di emigrazione/fuga in Sudamerica, ma anche la sorella sopravvissuta, l'amica scrittrice, i vicini di casa dell'infanzia, il marito italiano: testimoni ognuno della propria esperienza, compresenti nel confronto con la memoria.